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Come ottenere il rimborso da Vitaldent

Riceviamo diverse telefonate da persone che si sono rivolte alla Vitaldent per lavori odontoiatrici e che non sono rimaste soddisfatte e cercano un aiuto o un rimedio. Il più delle volte si tratta di lavori non eseguiti come da aspettative o da preventivi. inoltre queste persone sentono venire meno il rapporto di fiducia che si istaura, o dovrebbe instaurarsi, tra cliente/medico e non vogliono più che sia quello stesso odontoiatra che la prima volta non ha eseguito correttamente i lavori a finirli.

Bisogna innanzi tutto chiarire che Vitaldent non è una clinica bensì solo un marchio commerciale. Quindi il rapporto non è tra cliente e Vitaldent ma tra cliente e titolare di quel preciso esercizio (che spesso risulta essere un’altra società creata appositamente).

A complicare la questione, l’immagine ed il rapporto coni clienti è stata la notizia di qualche settimana fa con l’arresto del titolare del marchio Vitaldent per frode fiscale. Al momento non sembra che le cliniche che agiscono sotto il noto nome abbiano avuto delle conseguenze dirette.

Tornando alle chiamate che riceviamo, generalmente possiamo divedere i clienti che ritengono di aver subito un torto da Vitaldent in due gruppi:

  • Coloro che hanno subito dei lavori mal eseguiti o non eseguiti come era stato previsto dal preventivo
  • Coloro che si rivolgevano ad un centro che esercitava con il detto marchio chebha improvvisamente chiuso lasciando i clienti “a bocca aperta” e con i lavori da ultimare

Cosa si può fare in questi casi?

Per prima cosa occorre inviare al titolare del centro di cui si è clienti e con il quale si è stipulato il contratto una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente una diffida ad adempiere. Bisogna infatti  intimare l’adempimento del contratto o la restituzione del prezzo  della fattura dando un tempo prestabilito entro cui agire. Bisogna anche sottolineare che se entro detto tempo non si verrà soddisfatti il contratto, ai sensi dell’art. 1454 del Codice Civile, si intenderà risolto di diritto. Se il titolare del centro non vuole procedere bisogna ricorrere al tribunale ordinario.

Inoltre se si è dovuti ricorrere ad un finanziamento per pagare i lavori bisogna comunicare, sempre con raccomandata con ricevuta di ritorno, anche alla finanziaria la risoluzione del contratto di finanziamento chiedendo contestualmente il rimborso delle rate e degli oneri già pagati ai sensi dell’art. 125 del D. Lgs. 385/93 -Testo Unico Bancario. Se invece non è stato stipulato un finanziamento ed il centro è fallito bisogna iscriversi al passivo.

È però fondamentale in tutti questi casi riuscire a provare i fatti e quindi chiedere la cartella clinica al centro dove sono elencati i lavori eseguiti e le metodologie con cui sono stati fatti

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