Risarcimento danni da asfissia da parto

Quando si può chiedere un risarcimento danni per asfissia neonatale?

La donna mentre partorisce, durante il travaglio, ha delle contrazioni naturali che hanno lo scopo di far nascere il bambino. Queste contrazioni hanno però anche l’effetto di stringere i vasi sanguinei presenti nell’utero. Il restringimento di questi vasi causa ovviamente una interruzione della irrorazione sanguigna della placenta. Poiché le contrazioni non sono costanti si alterna il restringimento e la distensione dei vasi sanguinei alternando quindi il poco afflusso di sangue con l’afflusso più abbondante. Il bambino in questo modo non subisce danni.

Quando l’organismo della madre rileva una carenza di ossigeno fa aumentare l’acidità del sangue. L’acidità del sangue fa abbassare il Ph. Il feto può sopportare una carenza di ossigeno solo per brevi periodi di tempo. Se la condizione di assenza di ossigeno persiste per un lungo periodo si può andare in contro a gravi danni al bambino. Nei casi più importanti possono portare addirittura alla morte per asfissia neonatale.

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La mancanza di ossigeno prolungato, e quindi l’asfissia, compromette una serie di organi come il cuore i reni e il cervello. Il danno al cervello, che prende il nome di encefalopatia ipossico ischemica, è quello che, ovviamente, porta più danni al bambino.

Testimonianze dei nostri clienti

Ero rassegnato, mi sono rivolto a Difeso e Risarcito con poche speranze per un sinistro stradale avuto in Francia ma grazie a loro ho ricevuto il massimo del risarcimento e in tempi abbastanza brevi. Ancora grazie dell’aiuto che mi hanno dato, non finirò mai di ringraziare per la sua grande professionalità.
S.P.
Mia sorella, M.Z., si è rivolta a “Difeso e risarcito” per un sinistro di cui era stata vittima che si trascinava da qualche mese senza soluzioni. Le ha risolto il problema in modo rapido, dimostrando efficienza e professionalità.
N.Z.
Dopo un incidente stradale (investito da una macchina, in bicicletta) sono stato rappresentato, seguito e consigliato con molta cura e trasparenza. Le tempistiche sono state molto brevi, con un ottimo risultato. Ringrazio per la professionalità e la disponibilità del Dott. Antonielli. Consiglio vivamente a tutti coloro che hanno bisogno. Grazie ancora!
L.P.C.

 

La respirazione del feto nel grembo della madre

Il feto quando è nell’utero della madre ha uno scambio di ossigeno, cioè respira, attraverso la madre. La madre trasmette l’ossigeno al feto grazie alla placenta e il bambino è collegato alla placenta con il cordone ombelicale. 
È importante che non venga interrotto l’apporto di ossigeno al bambino nel grembo della madre. Una mancanza di ossigeno può portare una ipossia, una ipossiemia o una asfissia.

Da cosa è provocata l’asfissia neonatale

Il bambino può incorrere in una diminuzione di ossigeno per diversi motivi tra questi possono esserci:

  • la pressione materna arteriosa troppo alta
  • una infezione della madre o del bambino un distacco della placenta dall’utero un parto troppo lungo
  • l’anemia del bambino
  • polmoni del bambino poco sviluppati
  • malformazioni del cordone ombelicale

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L’ostetrica, che è la professionista che assiste la madre durante il travaglio, se e quando si rende conto, soprattutto attraverso i grafici, che c’è una sofferenza neonatale deve far intervenire il medico il prima possibile per fare in modo che il bambino non riporti dei gravi danni.

Che danni può riportare un bambino che ha avuto asfissia da parto o neonatale?

L’entità dei danni è direttamente proporzionale alla quantità di tempo in cui il bambino è rimasto senza ossigeno.

Nei casi di un parto complicato, quelli in cui cioè sia presente dei grafici una sofferenza neonatale, cioè quando con buona probabilità sia incorso una asfissia da parto, la bravura di un medico sta nell’intervenire tempestivamente per procedere con un parto cesareo o per fare nascere il bambino con la ventosa.

Nei casi di asfissia da parto è importante anche la ventilazione dopo il parto e la rianimazione. Negli ultimi anni queste tecniche hanno fatto passi da gigante e molti danni, grazie alla innovazione, vengono scongiurati.

I danni gravi cardiaci, renali, o cerebrali, sono causati dalla mancanza di ossigeno di almeno 9/10 minuti. I danni più importanti causati dalla asfissia riguardano la necrosi dei neuroni e la morte della cellula.

I sintomi della asfissia da parto

I campanelli di allarme che possono far pensare che si sia in presenza di una asfissia neonatale sono il meconio nel liquidò amniotico e il grafico del battito cardiaco. Quest’ultimo può far capire al medico che si è in presenza di una ipossia e quindi può intervenire prima che questa porti all’asfissia. Anche l’assenza di movimenti del bambino è un segno clinico che deve portare all’intervento deciso del medico.

Quando si può parlare di risarcimento danni da asfissia da parto

Perché ci sia un risarcimento danni da asfissia da parto deve esserci un grave errore medico e/o una responsabilità del medico o della struttura ospedaliera.

Il medico, l’ostetrica o tutto lo staff, come si diceva prima, hanno il dovere di intervenire se rilevano delle anomalie nel grafico del battito cardiaco del bambino (se cioè il grafico ha delle curve verso il basso prolungate) che fanno pensare ad una sofferenza fetale. Se l’ostetrica non chiama tempestivamente il medico o il medico non interviene con urgenza per far partorire la madre si può incorrere nella asfissia neonatale.

Il medico ha anche il dovere di rimuovere con le giuste manovre il cordone ombelicale intorno al collo del bambino nel caso in cui rilevi questo tipo di problema. Se non procede con la dovuta cura si potrebbe incorrere nella asfissia neonatale.

È importante anche che durante tutto il periodo della gestazione venga misurata la pressione arteriosa della madre. La pressione alta materna è chiamata preeclampsia. Se il controllo non avviene ci potrebbero essere dei danni da asfissia.

Anche un periodo di gestazione che superi le 41 settimane può portare a danni da asfissia neonatale perché dopo questo periodo il bambino potrebbe essere troppo sviluppato per rimanere in uno spazio piccolo come l’utero materno.

Ancora il medico deve intervenire con un parto cesareo di urgenza se si accorge del Distacco Placentare. Quando la placenta cioè si stacca dall’utero può causare dei danni da asfissia da parto.

Cosa fare se pensi di avere diritto a un risarcimento danni da asfissia da parto?

Trattandosi di un argomento molto delicato e difficile è importante rivolgersi a professionisti specializzati nel Risarcimento Danni.

La squadra di Difeso e Risarcito è composta da ginecologi, medici legali e avvocati specializzati in risarcimenti danni da asfissia da parto e in generale risarcimenti danni medici e malasanità ostetrica o ginecologica.

Dovrai solo portarci la tua documentazione medica e le tue cartelle cliniche e noi studieremo la fattibilità della tua richiesta di risarcimento danni. In caso affermativo anticiperemo per te tutte le spese necessarie per ottenere il risarcimento e verremo pagati solamente se e solamente quando riuscirai ad avere ragione.

Contattaci senza impegno, siamo a tua disposizione.

 

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